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SOS mare: animali acquatici in diminuzione

Negli ultimi anni l’incremento degli allevamenti ittici sta riducendo la fauna marina e sta aumentando l’inquinamento delle acque. 

di Matilde Ramazzina, Antoine Dotti, Vittoria Galbiati - 2A

L'attività di allevamento ittico si occupa della produzione e della gestione di pesci e altri organismi acquatici in ambienti controllati, come stagni, laghi o vasche. Questa pratica è fondamentale per garantire una fornitura costante di pesce fresco e di qualità sul mercato. 

Nell'ambito dell'allevamento ittico, vengono seguite procedure specifiche per garantire il benessere e la crescita ottimale degli animali. Queste includono la gestione dell'alimentazione, della temperatura dell'acqua, della sua qualità e della prevenzione delle malattie. 

Un aspetto importante dell'allevamento ittico è la selezione delle specie da allevare in base alle esigenze del mercato e alle caratteristiche dell'ambiente di coltivazione. Alcune delle specie più comuni allevate includono trota, salmone, carpa e gamberetti. Questi pesci vengono allevati in vasche o laghetti appositamente progettati per garantire il loro benessere e la loro crescita ottimale. Gli allevatori devono garantire che i pesci ricevano una corretta alimentazione, un ambiente pulito e controllato, e cure veterinarie. 

L'allevamento ittico può essere un'attività redditizia se gestita correttamente, ma richiede un impegno costante e competenze specifiche. È importante rispettare le normative ambientali e igieniche per garantire la sostenibilità dell'attività e la sicurezza alimentare dei consumatori. 

L'allevamento ittico ha diversi vantaggi rispetto alla pesca in mare aperto, come la possibilità di controllare la qualità e la quantità dei pesci prodotti, la riduzione dell'impoverimento delle risorse ittiche naturali e la creazione di posti di lavoro nell'industria ittica. 

Le importanti innovazioni introdotte in questo ambito, che hanno rivoluzionato questo settore, sono la scoperta di nuove tecniche di allevamento e di selezione genetica, che hanno permesso agli allevatori di migliorare la produttività e la qualità dei pesci allevati. 

Tuttavia, è importante considerare anche gli aspetti negativi dell'allevamento ittico, come l'inquinamento delle acque dovuto agli escrementi dei pesci, l'uso di farmaci e antiparassitari e il rischio di diffusione di malattie tra i pesci allevati. 

L’allevamento ittico è aumentato del 4% negli ultimi anni e vengono allevati tra i 40 e 120 miliardi di pesci per un totale di 122 milioni di tonnellate. 

Questa attività si pratica in tutto il mondo, anche in Italia, soprattutto nelle regioni che si affacciano sul mare e nelle isole (ad esempio la Sicilia).  

Se l’essere umano continuerà a ricorrere in maniera così massiva all’allevamento ittico intensivo, molte specie di pesci in futuro si estingueranno. Per evitare questo, potremmo consumare e allevare più pesce non in via d’estinzione, per esempio: il gambero tropicale, il pesce spada e l’astice.